In questi ultimi giorni si stanno moltiplicando le iniziative per la salvaguardia dell’ecosistema sul piano internazionale e nazionale, riuscendo a sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo giovanile. Ormai da decenni  si denunciano i costi umani e ambientali del surriscaldamento globale ma questo appello non è stato preso sul serio. La scienza ha dimostrato che ormai viviamo un’emergenza climatica, con la temperatura che registra una veloce variazione in aumento negli ultimi 150 anni, per cui ci troviamo di fronte a una scadenza che impegna ogni individuo nel cambiamento delle proprie abitudini, senza cadere nella trappola di chi, per interesse, ci vuol far credere che un cambiamento non sia possibile.

Da molti anni il Consiglio ecumenico delle chiese ha manifestato il proprio impegno per la salvaguardia del creato, istituendo a livello mondiale, fra l’altro, la giornata del 1 settembre, condivisa dai cristiani di tutte le Chiese.  E  l’autorevole voce di Papa Francesco si è levata in difesa del creato con l’enciclica Laudato sii, con i suoi numerosi discorsi, e proprio in questi giorni, con il discorso di apertura del Sinodo sull’Amazzonia. Anche nelle Marche si moltiplicano le iniziative.

Noi, come membri del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche, organismo religioso ecumenico per il dialogo delle diverse chiese, sentiamo l’urgenza del problema e desideriamo far conoscere attraverso la nostra riflessione a nome dei cristiani della chiesa anglicana, avventista, battista, cattolica, ortodossa, valdese-metodista quale contributo alla costruzione di un futuro di pace, speranza e invito all'impegno personale concreto per la salvaguardia dell'ecosistema nel nostro territorio marchigiano.  Infatti vogliamo sottolineare che in una prospettiva cristiana l’ecosistema è il creato di Dio, il bene che Egli ha affidato all’umanità perché ne fosse custode. Le questioni dell’ambiente sono parte integrante della nostra fede cristiana. Un tema centrale.

Tu lo hai fatto dominare sulle opere delle tue mani,

hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi” (Salmo 8)

 

Come Chiese, nelle nostre piccole e grandi scelte, abbiamo l’obbligo di proseguire sulla strada della salvaguardia del Creato, cercando di essere testimoni dell’amore di Dio che si esprime anche nell’armonia del creato che ci è stato affidato.

Siamo chiamati ad “Esercitare la diaconia della speranza”, come affermato nel Convegno che si è tenuto qualche settimana fa a Roma, dove cattolici, ortodossi e protestanti si sono incontrati per discutere sul tema del Creato. Il messaggio di questo incontro ci invita ad impegnarci nel:

·     comunicare la bellezza del creato;

·     denunciare le contraddizioni al disegno di Dio sulla creazione;

·     educare al discernimento, imparando a leggere i segni che la madre terra ci fa conoscere;

·     dare una svolta ai nostri atteggiamenti ed abitudini non conformi all’ecosistema;

·     scegliere di costruire insieme una casa comune, frutto di un cuore riconciliato.

Noi vogliamo un futuro di speranza e di solidarietà per tutti gli uomini. La scienza può dirci cosa succede, ma la fede ci dice perché dobbiamo rispondere. Per dare alla vita sulla Terra una speranza di futuro dobbiamo agire ora, una questione non solo di sopravvivenza, ma di fede.